COMMITTENTE
Irst srl

IMPIANTI
Condizionamento, Riscaldamento, Cogenerazione, Building Automation, gas metano, acqua potabile e tecnologica

Nel cuore della Romagna, sulle colline di Meldola, c’è un centro di eccellenza a livello internazionale: L’IRST “Dino Amadori” è un Irccs interamente dedicato alla cura, alla ricerca e alla formazione in campo oncologico. Si tratta di un centro ad altissimo tasso tecnologico e scientifico, in grado di “dialogare” con le altre strutture, nazionali ed Europee.
Quando questa vera e propria punta di diamante, del territorio e del nostro paese, ci ha affidato il compito di realizzare le centrali tecnologiche a servizio dell’edificio radiofarmacia in imminente costruzione sapevamo che l’asticella della qualità del lavoro sarebbe stata piazzata molto, molto alta.
Il nuovo edificio si trova non lontano da quelli principali del complesso di IRST, ma dall’altra parte della strada: un’arteria di traffico sicuramente non principale ma importante per il piccolo comune di Meldola divide le due strutture e ha comportato un lavoro molto delicato in fase di posatura dei tubi.

Il nostro lavoro si è concentrato nella realizzazione di due nuove centrali, una di cogenerazione e l’altra di produzione di acqua refrigerata, che servono sia le strutture già esistenti che la nuova radiofarmacia. L’esigenza è nata infatti dalle necessità della futura radiofarmacia, che richiede un aumento del carico di acqua calda e refrigerata; ma non è stata solo una scelta dettata da un’esigenza puramente numerica (più energia) ma anche da un’ottica di ecosostenibilità: infatti l’ospedale fino a prima di questo nuovo intervento non godeva di un sistema di produzione di acqua calda diverso da quello classico a gas metano.

L’opzione di realizzare una centrale a cogenerazione nella direzione del risparmio energetico, a noi tanto cara: infatti con un impianto di questo tipo mentre si produce energia elettrica si genera energia termica (in breve, la produzione di elettricità dissipa calore che viene trasferito negli impianti termici).
Se si considera il grande fabbisogno di IRST di avere acqua calda in tutte le stagioni, si può facilmente immaginare quale possa essere il risparmio in termini energetici.


Il risparmio dal punto di vista di energia termica utilizzata annualmente si è accompagnato a quello legato all’energia elettrica: abbiamo infatti realizzato un anello a media tensione, alimentato sia da Enel che dal cogeneratore, facendo in modo che, specialmente quando i carichi sono elevati, la fornitura avvenga da entrambi i sistemi, ovvero tanto dalla cogenerazione quanto dall’impianto “classico”.

Gran parte di questo lavoro è stato reso possibile anche da come è stato strutturato il bando di gara: l’IRST di Meldola infatti, come struttura privata a partecipazione pubblica, ha indetto una “gara” il cui principio di valutazione non si basava solo ed esclusivamente sulla parte economica (minor costo, insomma), ma anche sulle migliorie tecniche e tecnologiche apportate in fase progettuale.

In particolare la nostra attenzione si è concentrata in tre direzioni principali.

Considerato l’ambiente ospedaliero, e le aree limitrofe all’ospedale, abbiamo studiato un sistema per isolare le centrali il più possibile a livello acustico, realizzando locali con un fonoisolamento estremamente elevato.

Avendo già tante esperienze nel mondo ospedaliero in tutta Italia (come testimoniano i lavori alla Clinica Privata Villalba di Bologna, all’Ospedale Morgagni Pierantoni di Forlì, all’Ospedale San Carlo Nancy di Roma) eravamo ben consapevoli della necessità di evitare il “fermo impianto”: i macchinari dell’ospedale non possono assolutamente smettere di lavorare e quindi non sarebbe stato possibile staccare in alcun momento la corrente.

La soluzione, quella più semplice, era ovviamente sfruttare un gruppo elettrogeno: facile solo in apparenza, perché cablare, settare e regolare l’intero impianto elettrico di una struttura così importante nasconde complessità non da poco.

Conoscere le esigenze della struttura sanitaria è stato fondamentale per pianificare e attuare un piano di lavoro efficace, coordinare perfettamente progettisti e cantiere ed effettuare il “passaggio” nella stagione invernale quando c’è meno richiesta di acqua refrigerata: il tutto è avvenuto in maniera impeccabile grazie all’esperienza e alla capacità delle nostre maestranze.

Ultima sfida, ma non in ordine di importanza,  è stata la presenza della già citata strada pubblica (Via Valsava) a dividere i due edifici: far passare tutte le tubazioni principali di distribuzione dei fluidi (uno scavo di oltre 4 metri), garantendo almeno il transito pedonale (come richiesto dal Comune di Meldola) ha comportato la costruzione temporanea di un ponte levatoio di ferro mobile per il passaggio delle persone, oltre a una lunga serie di altri accorgimenti tecnici.