La Nuova Struttura Unica per la Progettazione delle opere pubbliche?
Sarà la direzione giusta?

Nuova Struttura Unica Progettazione Opere Pubbliche

Nel maxi emendamento alla manovra approvato dal Senato è inclusa la creazione di una nuova centrale per la progettazione delle opere pubbliche, una Struttura Unica per la Progettazione che dal 2019 (con tempistiche ancora incerte) gestirà in modo completamente autonomo, anche dall’Agenzia del Demanio, ogni procedura e progetto riguardante gli appalti pubblici.

Sicuramente stiamo parlando di uno stravolgimento per il mondo dell’edilizia e con il cambiamento sono arrivati anche tanti dubbi e interrogativi sulla validità di questo nuovo sistema organizzativo, soprattutto da parte dei professionisti del settore e dai loro rappresentanti. La verità forse è che il sistema appare ancora troppo nebuloso per essere compreso, ma cerchiamo di chiarire qualche punto fondamentale tra quelli finora esposti dal governo per vederci un po’ più chiaro.

I costi preventivati Struttura Unica per la Progettazione di Opere Pubbliche

La centrale per la progettazione delle opere pubbliche secondo la più recente Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019) richiederà l’impiego di 100 milioni di euro l’anno, ma questa ovviamente è una stima ancora poco precisa di quelle che saranno le spese che lo stato dovrà sostenere per la messa in moto di questo nuovo organismo che lavorerà al livello nazionale in modo totalmente autonomo da altre agenzie. Non è attualmente specificato con quali risorse verrà coperto il suo costo.

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Le nuove assunzioni

La prima versione del progetto vedeva una necessità d’impiego di circa 500 lavoratori, una stima che però nelle ultime revisioni è stata ribassata ad un massimo di 300 persone. Il 70% del personale sarà composto da dipendenti aventi profilo tecnico, mentre verranno inseriti dirigenti per un 5% e il restante personale avrà profilo amministrativo. La selezione avverrà con procedura selettiva pubblica, di questi 300 assunti 120 saranno assegnati in via temporanea alle stazioni uniche provinciali.

Le funzioni della Struttura Unica per la Progettazione

L’ultimo Disegno di Legge segnala in modo più specifico quelli che saranno i compiti della Struttura Unica:
Progettazione di opere pubbliche e anche la gestione di tutti gli interventi riguardanti gli studi di fattibilità (economica, esecutiva e tecnica), la programmazione dei lavori e dei collaudi. Se richiesto la Struttura potrà essere direttamente responsabile per la direzione dei lavori oppure potrà fungere da supporto tecnico-amministrativo per altre realtà che saranno state designate come responsabili di progetto.

La Legge individua in modo specifico quelli che saranno i compiti della Struttura Unica:
– Favorire lo sviluppo e l’efficienza della progettazione e degli investimenti pubblici:
– Contribuire alla valorizzazione, all’innovazione tecnologica, all’efficientamento energetico e ambientale nella progettazione e nella realizzazione di edifici e beni pubblici, alla progettazione degli interventi di realizzazione e manutenzione, ordinaria e straordinaria, di edifici e beni pubblici, all’edilizia statale, scolastica, universitaria, sanitaria e carceraria;
– Predisporre di modelli innovativi progettuali ed esecutivi per edifici pubblici e opere similari e connesse o con elevato grado di uniformità e ripetitività.

Il parere dei professionisti e dei rappresentanti istituzionali

Il primo pensiero di molti su questo cambiamento organizzativo è stato che un sistema preposto a questi ruoli è già effettivamente presente in Italia: stiamo parlando dei Provveditorati per le opere pubbliche. Bisogna quindi capire se e come ci sarà sovrapposizione e come avverrà una eventuale riorganizzazione interna dei diversi impieghi. Ci potrebbe essere un’altra perplessità, che riguarda i professionisti esterni e le società private che attualmente assorbono una fetta lavorativa piuttosto importante di questo tipo di lavori progettuali sulle opere pubbliche.
Cosa succederà con la nascita di questa Struttura?

Il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia non vede il progetto molto favorevolmente e sostiene che una struttura organizzativa simile potrebbe rischiare di sottrarre al mercato una consistente fetta di attività (generando una probabile crisi di settore); allo stesso tempo sottolinea che i costi e la burocratizzazione della struttura potrebbero renderla non troppo efficiente.

Ora attendiamo la regolamentazione definitiva della Nuova Struttura di Progettazione, che verrà comunicata mediante un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri entro 30 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2019.

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2019-01-17T10:16:06+00:00 gennaio 11th, 2019|Il settore|