Level(s), edilizia ecosostenibile: facciamo il punto della situazione
A che punto è la sperimentazione dell'ambizioso progetto della Commissione Europea?

levels edilizia ecosostenibile punto situazione
Qualche mese fa abbiamo parlato di Level(s), ovvero un progetto pilota della Commissione Europea con l’importante obiettivo di fornire un linguaggio “comune” a tutti i paesi europei in merito alla progettazione e realizzazione di edifici sostenibili. In collaborazione con il World Green Building Council si mira a raccogliere sotto un’unica egida le diverse disposizioni e legislazioni in merito all’edilizia del futuro che deve rispecchiare valori di risparmio energetico e utilizzo di fonti rinnovabili.
Un progetto di certo molto ambizioso, ma dalle infinite possibilità di applicazioni, che porterà l’Europa ha un nuovo stadio e la renderà più che competitiva a livello edilizio.
Ma a che punto è questa sperimentazione? Quali passi sono stati fatti?
Visto che non ci piace mai limitarci a riportare “la notiziona” e crediamo che per essere credibili, la Commissione Europea e noi che diamo voce ai suoi progetti, sia necessario seguire passo a passo lo sviluppo di Level(s), a distanza di quasi un anno dal via libera facciamo il punto sulla fase sperimentale del progetto.
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A oggi ben 21 paesi dell’Unione Europea hanno iniziato a lavorare sugli aspetti chiave di Level(s), sia per quanto riguarda la costruzione di nuovi edifici che per la qualificazione di strutture già esistenti: in questo caso le buone notizie sono tante e parlano di 136 cantieri aperti in tutto il continente, di cui 74 edifici sono residenziali e i restanti 62 sono commerciali. Una volta tanto l’Italia non è solamente una spettatrice, ma fa la parte del leone in quanto ha coinvolto nella sperimentazione ben 19 strutture, ovvero quasi il 15 percento del totale europeo.
Gli obiettivi di questa fase sono chiari: la Commissione Europea non ha intenzione di imporre una visione e degli indicatori studiati a priori, ma vuole confrontarsi con imprenditori e costruttutori, facendo tesoro della loro esperienza sul campo. Infatti nei quasi due anni di test progettatori e realizzatori utilizzeranno le indicazioni di Level(s) e forniranno continui feedback al legislatore; ma non finisce qui, perché la fase sperimentale non mira solamente a validare o meno soluzioni e proposte già sviluppate, ma ha anche obiettivi propositivi. A tutti gli stakeholder coinvolti nel progetto si chiede infatti di rilevare quali sono le principali urgenze che per ora non sono state prese in considerazione dal progetto e darne riscontro.
A fine 2020 la Commissione Europea si impegna a rilasciare la versione finale del progetto, che sarà figlia di un percorso condiviso e non imposto dall’alto: la portata innovativa di Level(s) non è da ricercarsi solamente nei suoi ambiziosi obiettivi ma anche nel processo con cui si arriverà a raggiungerli. Un processo che parla una lingua condivisa, che ascolta i protagonisti del settore e gli garantisce voce in capitolo. Perché quando si tratta di ecosostenibilità e futuro dell’edilizia, l’Europa deve avere un unico grande progetto che può essere scritto solamente mettendo insieme le eccellenze di tutti i paesi coinvolti.

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2019-06-07T12:31:50+00:00 giugno 6th, 2019|Il settore|